121
FRÍAS, cit. p. 23 sg.
122
V. più avanti a p. 181.
123
D'altronde il Discreto gracianesco traeva la sua ragion d'essere proprio dall'inserimento in un mondo di rapporti sociali ben definiti. El Discreto -scrive a questo proposito il Correa Calderón- vendrá a ser la versión más humana del Cortesano renacentista adaptada a su siglo. La Corte se ha reducido al Salón, y el Discreto habrá de reunir las condiciones que se requieren para moverse en él con soltura y aplauso. Cfr. l'introduzione a GRACIÁN, B., Obras completas, Madrid, Aguilar, 1944, p. LXXIV.
124
Sul valore sociale del raziocinio e sull'antisocialità degli appetiti si pronunzia anche Gracián in più luoghi. Si noti in particolare questa proposizione: «...de este principio (dal fatto che l'uomo rende la ragione schiava degli appetiti) se originan todas las demás monstruosidades, todo va al revés en consecuencia de aquel desorden capital (Criticón, P. I., Cr. VI, p. 60). D'altronde esso era comune nell'aristotelismo, come si rileva dal seguente passo del Pinciano: (El apetito) como tirano señorea a la razón y, atendiendo a su particular gusto, acocea a todo lo que es razón y justicia; mas la razón buena, autora pro común y bien universal de la república» (LÓPEZ PINCIANO, A., Philosophía antigua poética (Biblioteca de antiguos libros hispánicos, serie A, Vol. XIX, Madrid, 1953, Epist. I, p. 84).
125
PINCIANO, cit., p. 93 sgg. Cfr. p. 94: Es necesaria lid y guerra para conseguir las virtudes y son menester los afectos por cuya causa las virtudes intellectuales se mueuen y las morales se perfeccionan.
126
In fondo, si può parlare di drammaticità anche per Moreto; comunque, si tratta di una forma decisamente più attenuata.
127
In fondo, si può parlare di drammaticità anche per Moreto; comunque, si tratta di una forma decisamente più attenuata.
128
La stessa progressione appare in Gracián. Le accuse rivolte alla fortuna: Lo primero que eres ciega. Lo segundo, que eres loca. Lo tercero necia. (Crit. P. I. Cr., VI, p. 196).
129
Questo per i discretos. Gli stolti possono invece trovare il desengaño nella loro stessa irrazionalità.
130
Oráculo, VIII, in GRACIÁN, Obras compl., cit., p. 359.