221
GRACIÁN, B., Agudeza y Arte de Ingenio, cit., Disc. VI, p. 42 sgg.
222
Op. cit., p. 342.
223
L'ostilità dichiarata contro l'inclusione di vocaboli latini o comunque non usuali, che è frequente motivo dei circoli antigongoristi (le voces advenedizas y desconocidas di cui parla Quevedo, l'hablar peregrino censurato dal Cascales ecc.) risale chiaramente alla dottrina aristotelica sull'elocuzione (V. Poetica, XXII).
224
Per questo González de Salas poteva salvare il teatro dalle accuse appassionate che muoveva contro il culteranismo: Los Comicos estan mas preservados hasta hoi de esta pestilente influencia, quiera el Hado propicio librarlos de su contagio (Op. cit., p. 120).
225
CROCE, B., Problemi di estetica, Bari, Laterza, 1923, p. 343, n. 1. Non condivide quest'opinione il Correa Calderón, il quale giunge però ad analoghe conclussioni: Todos los elementos literarios, los más diversos, eran por él asimilados (GRACIÁN, Obras Compl., cit., p. LXXII).
226
Agudeza y Arte de Ingenio, cit., Disc. IV, p. 23.
227
Ibid., prologo «Al lector», in Obras Completas, cit., p. 59.
228
Ibid., Disc. LX, p. 357 sg.
229
Op. cit., p. 357.
230
V. quest'interessante aspetto in Sarmiento, E., Gracián's «Agudeza y arte de ingenio», in The modern Language Review, XXVII (1932), p. 280 sgg. e 420 sgg.: v., in particolare, p. 426 sgg. V. pure BATLLORI, M., Gracián y la retórica barroca en España, in Retorica e Barocco, Roma, Bocca, 1955, p. 31, dove si nega che si tratti di retorica concettista, ma piuttosto di un'estetica letteraria barocca.