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V. MARAÑÓN, G., El Conde-Duque de Olivares, Madrid, Espasa-Calpe, 1958, p. 157.

 

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Op. cit., p. 396. Fuori di Spagna, perduta definitivamente Giamaica, scosso fortemente il prestigio in Italia per la sommossa di Milano e per le più gravi della Sicilia e di Napoli, la nazione si piega dinanzi ai protestanti dei Paesi Bassi, con il che si spegne la generosa illusione della sacra missione della Spagna; la decadenza viene sancita dal trattato di Westfalia nel 1648. Una decina d'anni più tardi, anche la partita con la Francia si chiude in perdita per Filippo IV.

 

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L'introduzione d'imposte nuove ed impopolari aumentò la miseria e conseguentemente la corruzione: a quanto pare, a Madrid gli atti di violenza erano all'ordine del giorno e vi si trovavano implicati personaggi d'ogni casta, compresi gli aristocratici di più alta nobiltà; gli assassini divennero quotidiani (cfr. WERNER, V., Caída del Conde-Duque de Olivares, in R. H.., LXXI (1927), p. 1), scandalosa la licenza sesuale, soprattutto nella clase alta, non di rado accompagnata dal sadismo e dal misticismo (cfr. MARAÑÓN, op. cit., p. 158 sgg.). Per un quadro generale si veda DELEITO Y PIÑUELA, J., La mala vida en la España de Felipe IV, Madrid, Espasa-Calpe, 1951; in particolare, per quanto sopra, v. p. 81 sgg. Un interessante rilievo è a p. 87: raffrontando le Relaciones di Cabrera (inizio del sec. XVII) con quelle dell'epoca di Filippo IV (Pellicer, Barrionuevo ecc.), s'avverte un aumento considerevole nel numero e qualità d'eccessi d di crimini.

 

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Op. cit., p. 91. La questione della decadenza dell'aristocrazia sotto Filippo IV è oggetto di studio in quasi tutte le opere che trattano di quest'epoca storica.

 

45

Lamentava questa carenza di personalità già Gracián: «...no es este siglo de hombres, digo aquellos famosos de otros tiempos...» (El Criticón, Madrid, Espasa-Calpe, 1957, P. I, Crisis VI, p. 50).

 

46

Op. cit., p. 105.

 

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Era un rituale ben determinato. Così lo descrive il Pfandl: «...se introdujo en la Corte la costumbre, de que los caballeros, lo mismo casados que solteros, pudieran escoger una de entre las damas de palacio y... hacerla objeto de su veneración platónica, galantearla públicamente y llevar sus colores y emblemas en las festividades y bailes, duelos y procesiones: es lo que entonces se llamaba galantear en Palacio. Según el ritual palaciego, podían permanecer cubiertos aún delante del Soberano...» (Op. cit., p. 171). Qualcosa di simile è reperibile nel Desdén (Atto III). La cosa raggiunse tale eccesso che nel 1638 fu emanata in proposito una pragmática che la vietava (cfr. DELEITO Y PIÑUELA, La mala vida, cit., p. 155).

 

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Vengon citati vari episodi di questo genere, di cui il più significativo è forse quello riferito dal Ballesteros y Beretta (Op. cit., IV, 2.ª, p. 525): il 30 giugno 1647 ebbe luogo un duello fra il conte di Latorre e il duca di Sesa, provocato da un «señoría» male applicato. L'autore commenta, alludendo in generale all'epoca degli Absburgo: «Las menores faltas en cuestión de tratamiento producían disgustos y desafío en aquella sociedad tan puntillosa». V. inoltre MARAÑÓN, op. cit., p. 162.

 

49

Il termine è del DELEITO Y PIÑUELA, El Declinar, cit., p. 152.

 

50

La figura di Olivares è stata oggetto di vari studi di cui è inutile citar qui la bibliografia. Basti per tutti rimandare alla già citata monografia del Marañón, di cui si veda in particolare a p. 155.