71
Le citazioni sono tratte dal tomo XXXIX della BAE, per le commedie in esso contenute; il primo numero (romano) si riferisce all'atto, il secondo alla scena, il terzo alla pagina. Per le commedie contenute in edizioni più antiche ci limitiamo all'indicazione dell'atto e, dove è possibile, della scena. Le edizioni da cui sono tratte sono le seguenti: El Christo de los milagros dalla P. III de Moreto, Madrid, 1681, p. 66 sgg.; El más ilustre francés dalla P. XI de Varios, Madrid, 1659, p. 138 sgg.; Amor y obligación, dalla P. XII de Varios, Madrid, 1658, p. 52 sgg.; La gala del nadar, dalla P. XXXVIII de Varios, Madrid, 1672, p. 163 sgg.; La vida de San Alejo, dalla P. I de Moreto, Valencia, 1676, p. 216 sgg.
72
Esclude che sia di Moreto la KENNEDY, Manuscripts attributed to Moreto in the Biblioteca Nacional, in H. R., (1936), p. 381. Nel catalogo contenuto in The dramatic art of M., cit. (p. 17 sgg.) la stessa autrice l'aveva citata fra quelle di dubbia attribuzione. Il Fernández Guerra invece la include nel catalogo delle commedie «exclusivamente suyas» (Op. cit., p. XLVII).
73
Alla domanda ¿Qué hay de comedias nuevas?, seguiva nel testo di Tirso l'esaltazione di Lope; nel rifacimento, scritto quando Lope era ormai morto, la sostituzione era indispensabile.
74
Op. cit., p. XXII, XXXV, XXXIX.
75
The dramatic art, cit., p. 166 sgg. Nelle pagine precedenti (160 sgg.) l'autrice sviluppa l'idea del Fernández Guerra sul rapporto con El poder de la amistad ed Hacer remedio el dolor, in cui scorge in germe i principali motivi del Desdén.
76
Op. cit., p. XX sgg. Non mi è stato possibile consultare la monografia di M. Harlan, The Relationship of Moreto's El desdén con el desdén to Suggested Sources, Indiana University Studies, 1944 (ricavo la citazione dalla Kennedy), dedicata all'argomento in questione.
77
Qualcosa di simile è nella seguente affermazione di Moreto:
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| (Lo que puede la aprehensión, III, 8, 183) | ||
78
Un'originale interpretazione del Desdén si trova nell'articolo di B. W. WARDROPPER, Moreto's El Desdén con el Desdén: the comedia secularized, in B. H. S., XXXIV (1957), p. 1 sgg. Vi scorge l'autore l'emancipazione dai motivi religiosi ed una nuova concezione «secolare» del libero arbitrio, molto meno libero di quello teologico; tanto che la volontà di Diana verrebbe piegata da quella di Carlos. Non ci sentiamo di seguire l'autore su questo terreno: Carlos non forza il libero arbitrio della donna, ma l'illumina con la ragione, ponendola in condizione di discernere tra verità e pregiudizio. Riteniamo comunque interessanti parecchi giudizi (V. pp. 4-6).
79
The dramatic art, cit., p. 156 sgg.
80
Nel Defensor, il duca di Atene, per l'inganno di Lidoro, è indotto a credere al tradimento della moglie Aurora, che viene quindi condannata ed imprigionata. Ravvedutosi, grazie alla riacquistata lucidità razionale, sostiene, senza farsi riconoscere, la sfida contro Lidoro in difesa della moglie ed ottiene dall'avversario la confessione dell'innocenza di lei. Di Cómo se vengan los nobles rimangono alcuni motivi: la calunnia creduta, la condanna della moglie, il finale giudizio delle armi. Ma il lavoro acquista le tonalità caratteristiche di Moreto nell'attenuazione del contrasto fra il protagonista e l'antagonista e nella maggiore unità che nasce dal condensare nella figura del duca i caratteri del re e di Ramiro. Il duca poi appare veramente un razionale eroe moretiano, oltre che nella cavalleresca difesa di colei che aveva ingiustamente accusata, nella stessa discreta decisione di entrare in lizza, considerata come il mezzo più idoneo a risolvere dignitosamente la situazione. Inoltre il duello perde ogni crudezza barbarica, poiché diviene semplicemente lo strumento di cui si serve il duca per espiare e rimediare il suo errore; e non è più un vero giudizio delle armi, perché l'innocenza di Aurora è già stata riconosciuta.