Selecciona una palabra y presiona la tecla d para obtener su definición.
 

81

Il rapporto con El acero de Madrid, pure di Lope de Vega, è inesistente. S'incontrano due sole analogie: 1) il caso della fanciulla tiranneggiata dalla falsa modestia della zia, il quale è però il medesimo di ¿De cuándo acá nos vino?, 2) il corteggiamento fatto alla zia allo scopo di distrarla, il quale pure si trova nell'altra commedia. Inoltre in El acero de Madrid la situazione è diversa.

 

82

V. anche KENNEDY, The dram. art, cit., p. 158 sgg.; in particolare a p. 159 il raffronto tra i caratteri dei personaggi principali. Dell'Alférez è detto: «Lisardo is cleverer, less mercenary, more lovable then Leonardo».

 

83

Il narcisismo è ripreso da Gracián: cfr. El Héroe, Primor XVII: «Todos son necios los Narcisos ecc.», El Criticón, Crisis VII, p. 65: presso la Fuente de los engaños appare una figura che ricorda Don Diego: è un «necio antiferoete» «que en todo se veía a sí mismo».

 

84

The dram. art, cit., p. 177.

 

85

Op. cit., p. XXXIX.

 

86

KENNEDY, R. L., La milagrosa elección de San Pío V, in M. L. R. XXI (1936), p. 405 sgg.

 

87

Cfr. KENNEDY, The dram. art, cit., p. 136 sgg.; Cortés, op. cit., p. XI.

 

88

La KENNEDY, The dram. art, cit., p. 197, l'attribuisce a Lope de Vega. V. anche LOMBA Y PEDRAJA, R., El Rey Don Pedro en el Teatro, in Homenaje a Menéndez y Pelayo, II, Madrid, 1899, p. 257 sgg. e MENÉNDEZ PELAYO, M., Estudios sobre el teatro de Lope de Vega, Santander, Aldus, 1949, IV, p. 253 e 373.

 

89

È da notare che proprio Castro scrisse, nel Curioso Impertinente, un'apologia del teatro spagnolo, secondo le idee di libertà propugnate da Lope. Cfr. MENÉNDEZ Y PELAYO, M., Historia de las ideas estéticas en España, Santander, 1940, II, p. 310, n. 1.

 

90

Negli altri casi si tratta in genere di rifacimenti o dubbi o svogliati e poco personali; oppure di commedie che si limitano a prendere pochi spunti da altre opere, avviandosi poi su di un proprio personale cammino: esempio tipico El Licenciado Vidriera, il quale nulla ha che vedere, tranne (ed anch'esso solo parzialmente) il caso particolare di pazzia, con la novella di Cervantes. Tuttavia talvolta anche nel teatro di Lope compaiono situazioni più conformi con lo spirito moretiano. In questi casi il nostro autore si limita a ritocchi di lieve entità, riducendosi ad intensificare e chiarire meglio i motivo prediletti. Si veda, p. es., No puede ser... che non differisce sostanzialmente da El mayor imposibile, in cui già Moreto trovava rappresentato il suo mondo salottiero e cortigiano; o El valiente Justiciero che, pur riducendo l'impetuosità del re ed eliminando le vicende più sensuali contenute in El Rey Don Pedro en Madrid (di Lope o di Tirso che sia), non ne modifica l'essenziale spirito né trasforma il personaggio centrale.