41
Il nome figurava anche in L, ma con diversa posizione, integrato nel titolo: Libro de Calixto y Melibea y de la puta vieja Celestina.
42
Cfr. BERNDT-KELLEY, Peripecias de un título cit., passim.
43
Infatti lo stesso Mabbe nei Preliminari sostituisce la Carta con una lettera dedicatoria indirizzata nel Ms. a Sir John Strangeways e nel 1631 a Sir Thomas Richardson, e ancora omette le Ottave Acrostiche e il Siguese, mentre al posto di tutti i Materiali Finali appone solo un sonetto. Anche Hordognez aggiorna questi materiali: fra quelli Preliminari inserisce un sonetto e una lettera dedicatoria a Gentile Feltria di Campo Fregoso, mentre Lavardin rimaneggia l'intero settore apponendo un'epistola dedicatoria a Jean e Antoine de Lavardin, un' Elegie svr la Celestine e due poemi latini indirizzati «Ad Lectorem». Infine anche Barth omette la Carta e le Ottave Acrostiche, mentre aggiunge una Dissertatio.
44
Il «Reparto» di Venezia 1553 è riprodotto anche nell'edizione condotta da J. CEJADOR per la Col. Clásicos Castellanos [1913]; cito dalla rist. Espasa, Madrid 1984, I, p. 29.
45
Cfr. BERNDT-KELLEY, Peripecias de un título cit., p. 12.
46
Stando a Penney, s.v., anche altre edizioni risultano avere testatine, il cui contenuto non è tuttavia specificato: Anversa 1539, Anversa s.d., Sevilla 1562, Salamanca 1569, Salamanca 1575, Tarragona 1595, Sevilla 1596, Madrid 1619, Milano 1622, Madrid 1632 nonché le traduzioni it. Venezia 1535, it. Venezia 1541 e fr. Lavardin 1598.
47
Che sia «da» I.M. e non «con» (il testo di) I.M. sembra desumersi dall'implicita funzione di soggetto che le due sigle hanno nel veloce appunto.
48
Gentilmente fornitimi da Pedro Guardia Massò (Univ. Barcelona) e da Dorothy Severin (Univ. Liverpool), ed esaminati anche dalla paleografa Giuliana Ancidei (Univ. Roma) cui ho chiesto un parere specifico. Colgo l'occasione per ringraziarli tutti caldamente. Si tratta dei seguenti manoscritti (in aggiunta al Ms. di Alnwick del 1603-1611 ca. che ho visto nei fogli riprodotti in facsimile da MARTÍNEZ LACALLE, Celestine cit., cfr. Tav. 8):
a) Ms. conservato a Londra, State Papers 94/19, pp. 210-211, recante una lettera autografa scritta da Madrid (1611-1616) a Robert Cecil, con numerose citazioni in italiano.
b) Ms. conservato al County Record Office di Exeter, Devonshire, scoperto da Guardia Massò nell'estate del 1967 e recante il testo de El Medicina Hispánica, firmato Don Diego Puede-Ser (gioco di parole che spesso faceva James Mabbe sul proprio nome). Si tratta della traduzione inglese di un originale spagnolo di Juan Sorapán de Riero, la Medicina Española contenida en proverbios vulgares de nuestra lengua pubblicata a Granada tra il 1615 e il 1616 (cfr. Tav. 8). In proposito cfr. P. GUARDIA MASSÒ, El «Medicina Hispánica», traducción inédita del s. XVI, in Fidus interpretes. Actas de las primeras Jornadas Nacionales de Historia de la Traducción, ed. J. C. SANTOYO et al., Univ. León 1987, pp. 75-82.
c) Ms. Harley 5077, conservato alla British Library di Londra, recante il testo di una traduzione dell'autore intitolata Advertisements touching Festivall Dayes, firmato James Mab e datato Magdalen College, 27 dicembre 1626; cfr. Tav. 7.
Non ho potuto invece vedere né il Ms. Add.29.4 19 della Bodleian Library di Oxford contenente versi autografi dedicati a Sir G. T. K. [=George Trenchard Knight], forse posteriori al 1603, né la «libreta de gastos personales» redatta al Magdalen College di Oxford e ivi conservata. Quanto agli altri manoscritti recanti testi dell'autore non si ha certezza che siano autografi: Royal 12A.LXIV, British Library Ad.15.226, e British Library Ad.24.488.
49
Le coincidenze si hanno a livello di singole realizzazioni. Così r, l, d hanno un riscontro sia nel Ms. di Harley sia nel Medicina Hispánica e State Papers, e g, e, f, t nel Ms. di Alnwick. Il fatto che tutti questi manoscritti presentino grafie nell'insieme diverse (legata, staccata, corsiva, ecc.) non significa che siamo in presenza di una pluralità di mani: intanto intercorrono diversi anni tra ciascuno di essi, e in secondo luogo ogni personaggio più o meno colto, com'era il latinista Mabbe, sapeva riprodurre ed adattarsi alle più varie grafie coeve o anche cambiare grafia a seconda della lingua in cui scriveva. D'altro canto, anche Dorothy Severin e Pedro Guardia Massò ritengono che la grafia delle glosse coincida con gli autografi di Mabbe: è quanto mi comunicano in singole lettere rispettivamente del 7-X-92 e del 9-XI-92 (ringrazio entrambi per il parere espresso).
50
Già nel Guzmán, dove sono addirittura riportate a stampa, Mabbe aveva apposto al testo ben 1539 annotazioni marginali (per cui cfr. GUARDIA MASSÒ, «The Rogue»: Originalidad de las anotaciones marginales, in «Anuario del Departamento de Inglés», Univ. Barcelona 1980, pp. 5-15). E anche in altri manoscritti annotava al margine, come a desempio in quello di Alnwick e nel Medicina Hispánica qui allegato alla Tav. 8. Molte volte, oggetto di annotazione erano i proverbi, che oltre che al margine venivano anche ritrascritti all'in terno del testo di altre traduzioni manoscritte dell'autore (cit. apud MARTÍNEZ LACALLE, Celestine cit., p. 19 nota 26), direttamente in lingua spagnola con accanto la traduzione, o anche da soli, proprio come avviene al fol. 311v del nostro esemplare.