151
Cfr. Francisco de Quevedo, «Sueño del Infierno», in Obras Completas, I: Prosa, Madrid, Aguilar, 1932, pp. 209-210.
152
Si veda F. Meregalli, Introduzione a Calderón de la Barca, op. cit., p. 61.
153
Arturo Farinelli ha ricercato le fonti cui può essere fatta risalire la commedia de La vida es sueño, in un vasto studio ancor oggi consultabile, che ripete il titolo del dramma, Torino, Bocca, 1916. Dall'Edipo a Colono di Sofocle, all'Edipo re, dalla leggenda del Budda, ai racconti delle Mille e una notte, da Isaia a Platone, da un «enxiwmplo» di juan Manuel a El natural desdichado, di Agustín de Rojas, alla commedia Barlam y Josafat, di Lope de Vega. Tra gli studi italiani più approfonditi si veda Carmelo Samorà, Ippogrifo violento. Studi su Calderón, Lope e Tirso prefazione di Mario Socrate, Milano, Garzanti, 1990.
154
Francisco Rico, «El teatro es sueño», in Breve biblioteca de autores españoles, Barcelona, Seix Barrai, 1991 (2ª ed.),.p. 233.
155
Maurice Molho, «Poder y honor. La instancia de lo real en La vida es sueño», in Mitologías. Don Juan, Segismundo, Madrid, Siglo XXI, 1993, p. 249.
156
Gonzalo de Berceo, «Milagro XXIV: De cómo Teófilo hizo carta con el diablo de su alma. Y después fue convertido y salvo», in El libro de los Milagros de Nuestra Señora, Granada, Universidad de Granada, 1986. (Una preziosa traduzione italiana dei Milagros ha condotto Giuseppe Tavani, arricchita da un fondamentale studio: Gonzalo de Berceo, I miracoli di Nostra Signora, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 1999).
157
Cfr. Fernando de Rojas, La Celestina. Edizione di Doroty S. Severin, Madrid, Càtedra, 1989 (3ª ed.), Auto I, p. 93.
158
P. Calderón de la Barca, El mágico prodigioso. Edizione di Bruce W. Wardropper, Madrid, Cátedra, 1985, Giornata II.
159
B. W. Wardropper, «Introduzione» a P. Calderón de la Barca, El mágico prodigioso, op. cit., pp. 23-25.
160
«Collalto» potrebbe, forse, essere la famiglia nobile originaria della Marca Trevigiana, le cui prime memorie risalgono al secolo X. Cfr. l'Albo nazionale delle Famiglie nobili dello Stato italiano, Milano, Associazione Historiae Fides, 1964, p. 307.