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91

Cfr. Op. cit., pp. 29-42.

 

92

Per la vicinanza al teatro barocco cfr. CATTANEO, op. cit., p. 30.

 

93

Cfr. ivi, pp. 30-31.

 

94

N. F. MORATÍN, Hormesinda, in BAE II (pp. 85 sgg.), IV, 2, p. 26a. In una curiosa forma di prosasticismo retorico che talvolta può giungere alle soglie del ridicolo: cfr., per es., I, 6, p. 87b, dove un personaggio, allo scopo di dar l'avvio a una lunga descrizione, domanda: «¿Cuán robusto y corpulento / era el caudillo?».

 

95

M. G. JOVELLANOS, Pelayo, in BAE XLVI (pp. 53 sgg.), V, 4, p. 71 b.

 

96

J. M. QUINTANA, Pelayo, in F. C. SÁINZ DE ROBLES, El Teatro Español, Madrid, Ed. Aguilar, 1943, T. V (pp. 1053 sgg.), II, 5.

 

97

Ivi, V, 1.

 

98

Cfr., per Espronceda, l'articolo di P. H. CHURCHMAN, Espronceda's «Blanca de Borbón» in RH, XVII (1907), p. 549; per l'aneddoto su Solís, cfr. F. BLANCO GARCÍA, La literatura esp., cit., I, p. 63; per la data di composizione dell'opera di Gil y Zárate, cfr. E. A. PEERS, Historia del movimiento romántico español, Madrid, Ed. Gredos, 1954, I, p. 340. Si noti che l'argomento doveva essere assai caro ai neoclassici: abbiamo infatti notizia di altre due opere teatrali con lo stesso titolo e di uguale impostazione classicheggiante, rispettivamente di Quintana e di Rivas, entrambe perdute.

 

99

D. VILLANUEVA Y SOLÍS, Blanca de Borbón, Tragedia original en cinco actos, ms. 16131 della Biblioteca Nacional di Madrid, I, 1.

 

100

Ivi, II, 4.