121
Cfr. C. PITOLLET, La querelle caldéronienne, cit., p. 101.
122
Ivi, p. 114.
123
Ivi, p. 103. Sul ripudio illuministico del «quijotismo», cfr. R. ANDIOC, op. cit., pp. 181 sgg.
124
Ivi, pp. 110-11.
125
Ivi, p. 61.
126
Cfr. A. ALCALÁ GALIANO, Memorias, in BAE LXXXIII, p. 455.
127
Cfr. D. L. SHAW, nell'introduzione a A. DURÁN, Discurso, cit., p. XI.
128
Nota in proposito lo JURETSCHKE, op. cit., p. 19: «Los puntos más discutidos eran la Ilustración y Calderón, en lugar de la validez general del sistema». Lo spostamento dell'asse della questione nell'ambito più propriamente ideologico è in certo modo confermato dal fatto che quando qualcuno, come fece quel certo Zulueta, tentò di riportare il discorso alle dimensioni di una disputa letteraria, riproponendo per l'ennesima volta la soluzione delle refundiciones, il suo intervento appare subito come la nota stonata nel complesso della polemica.
129
Cfr. R. LÓPEZ SOLER, Análisis de la cuestión agitada entre románticos y clasicistas, in El Europeo (ed. Guarner) Madrid, Ed. CSIC, 1954, p. 80. A sottolineare il fondo classicistico di questa posizione sta una precedente affermazione di Quintana, che già nel 1818 parlava di romanticismo e di classicismo come di due generi: cfr. H. BECHER, Nota histórica sobre el origen de la palabra «romántico», in BBMP XIII (1931), p. 32.
130
Un giudizio fortemente negativo fu espresso da Lista sulla Raquel «que sólo la ignorancia ha podido aplaudir» (cfr. J. M. Cossío, Don A. Lista, crítico teatral de «El Censor», in BRAE, XVIII (1931), p. 213); un giudizio del genere è tuttavia eccezionale nello stesso Lista che, per esempio, esprime la sua più incondizionata ammirazione per L. Moratín.